viola artisti

Retroscena Scaramantici a Teatro

Le Superstizioni Teatrali

Gli artisti teatrali vengono spesso considerate le persone più superstiziose del mondo! Che si tratti di professionista o amatore, l’artista conosce e segue in modo del tutto spontaneo dei bizzarri rituali portafortuna.
Se si parla di teatro, spesso si parla anche di superstizioni teatrali, ovvero rituali che in genere vengono fatti prima di andare in scena, legati in genere ad avvenimenti accaduti decenni e decenni fa. Scopriamoli insieme:

Colore Viola in teatro. Ecco perché non si può usare

Dato dalla mescolanza di blu e rosso, il colore viola è da sempre sinonimo di spiritualità’, passaggio, cambiamento e arte. Nonostante la sua bellezza c’è un posto in cui non lo troverete mai…il teatro, luogo in cui questo colore è considerato sfortunato.

Una superstizione che ha origine in tempi lontani, precisamente nel medioevo, quando, durante la quaresima ogni tipo di spettacolo pubblico era vietato. Naturalmente questo metteva in grave difficoltà gli attori che, trovandosi senza guadagni, facevano letteralmente la fame. Il colore viola era ed è un simbolo del periodo pasquale dell’avvento e della quaresima ed era quindi utilizzato dal mondo ecclesiastico . Da allora, nell’ambito artistico questo colore viene associato alla sfortuna ed è quindi assolutamente sconsigliato utilizzarlo, non solo in scena ma anche fra il pubblico!

Paese che vai, colore sfortunato che trovi

In quasi tutte le tradizioni teatrali sono presenti dei colori considerati sfortunati che non possono quindi essere indossati sul palco. Vediamone alcuni.

  • Francia: Verde

Nell’ambiente teatrale francese non troverete mai il colore verde. Il motivo? Pare che Molière indossasse un costume proprio di questo colore quando si sentì male in scena durante una replica del “Il malato immaginario”. Era il il 17 febbraio del 1673 e poche ore dopo Molière morì.

  • Gran Bretagna: Blu

In Inghilterra è considerato sfortunato il colore blu. Questo colore piaceva moltissimo al pubblico inglese ma le stoffe di questo colore avevano un costo altissimo. Molte compagnie teatrali, pur non molto floride, acquistavano costumi di questo colore per compiacere il pubblico, per ritrovarsi poi però a fallire per la spesa eccessiva. Per non correre rischi il blu andrebbe abbinato all’argento: se la compagnia era talmente ricca da potersi addirittura permettere finiture d’argento, infatti, il rischio di fallimento si riteneva scongiurato.

  • Spagna: Giallo

Per gli spagnoli il colore da evitare in teatro è il giallo. Il motivo di questa superstizione è legato allo spettacolo della corrida: il mantello del torero è infatti giallo internamente, pertanto il giallo sarebbe l’ultimo colore visto dal matador prima di morire nel caso venisse incornato.

Oltre ai colori e alle espressioni scaramantiche di cui abbiamo parlato nell’articolo “Buona fortuna? No, grazie! “merda, merda, merda!” ci sono altre superstizioni diffuse nell’ambiente teatrale. Vediamone alcuni:

  • La caduta del copione

Far cadere il copione a terra sarebbe garanzia del fallimento dello spettacolo. Se accidentalmente dovesse accadere il testo va raccolto subito per poi batterlo volutamente a terra tre volte.

  • Fischiettare sul palco

Fischiare sul palcoscenico porta sfortuna. Il rischio sarebbe, secondo alcuni, quello di evocare i fischi del pubblico. Un’altra interpretazione fa derivare questa superstizione al fatto che un tempo i tecnici di scena, durante gli spettacoli, usavano comunicare tra loro con un particolare codice composto da fischi; se un attore fischiava, poteva quindi interferire nelle comunicazioni compromettendo la buona riuscita dello spettacolo.

  • Shakespeare

Secondo una superstizione portare in scena o anche solo pronunciare il nome del “Macbeth” di William Shakespeare porterebbe sfortuna. La leggenda dice che Shakespeare avrebbe copiato la formula di un sortilegio da delle vere streghe, le quali avrebbero maledetto il dramma per vendicarsi. Un’altra opinione attribuisce la malasorte alla morte dell’attore protagonista durante la prima messa in scena del dramma.

Fra tante cose da evitare ne troviamo però anche una di buon auspicio: il chiodo storto! Pare infatti che trovare un chiodo storto sul palco garantirebbe il ritorno su quello stesso palcoscenico. La spiegazione potrebbe derivare dai chiodi che venivano usati per fissare le scenografie all palco; il chiodo storto significava che era stato piantato in fretta, e quindi lo spettacolo era molto “atteso” dal pubblico.

E voi? Quali sono i vostri riti scaramantici prima di entrare sul palco? Tutti i ballerini ne hanno, l’importante è non esserne schiavi. I gesti scaramantici ci aiutano ad alleviare la tensione prima di esibirci ma la qualità della performance dipende unicamente da noi!

“La superstizione è sinonimo d’ignoranza, ma non porta male essere superstiziosi”
Eduardo De Filippo

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